Parole “outside the box”: come cambia il paradigma della comunicazione

3/3/2023

Un antico anonimo diceva che le parole sono le armi più potenti che abbiamo.

Aveva ragione: le parole portano suoni, evocano immagini, anticipano scenari, realizzano sogni.

La comunicazione – interna – è la via a cui affidiamo la diffusione delle nostre parole all'interno dei diversi tessuti organizzativi come passaggio fondamentale per informare, ingaggiare, far conoscere e cosi poter tradurre in azioni, attività e senso la vita di tutti i giorni nelle aziende.

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Tuttavia, oggi siamo di fronte al baratro dell’indifferenza e del disingaggio rispetto alle modalità con cui la comunicazione è costruita e distribuita (a seguire vedremo alcuni dati importanti al riguardo). C’è però un grande patrimonio di valore – da tutelare – nei diversi contenuti che, per lo più, viene completamente ignorato e quindi non riesce a trasferire sulle persone l’impatto che meriterebbe.

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Registriamo CTR e dati di ingaggio che, nella media, non superano il 5% e questo tradotto in contesto significa che più di 9 persone su 10 non sanno letteralmente nulla di quanto viene comunicato.

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Forse è chiesto oggi a chi governa la comunicazione interna un ruolo diverso, la possibilità di arrivare a ciascuno in modo personalizzato, e la ricerca del tempo e delle parole più adeguate con cui farlo. È necessario invertire la tendenza. In altre parole, è cambiato il paradigma della comunicazione: è l’informazione che deve arrivare direttamente alla persona e non il viceversa.

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Sottolineiamo qui tre elementi su cui è possibile lavorare per migliorare l’impatto e l’efficacia della nostra comunicazione interna:

1. Deliverability: i messaggi non devono passare inosservati, anzi bisogna attirare l’attenzione e farlo in modo leggero e divertente, così che tutte le persone siano effettivamente coinvolte e possibilmente con un alto livello di personalizzazione; nessuno deve restare fuori e ai margini quando si parla di comunicazione interna aziendale;

2. Engagement: le comunicazioni devono interessare, sorprendere e coinvolgere le persone magari arrivando al momento migliore, nel posto giusto e avviando una relazione circolare, non più una dinamica unidirezionale;

3. Misurazione: non è più solo un tema di singolo CTR, bensì stabilire e valutare obiettivi per orchestrare canali, strumenti e tempi in una dimensione più ampia in cui sia poi possibile capire l’effettivo impatto di un messaggio e decidere come generare collateralità positive.

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Per trovare una sintesi è oggi un tema di amplificare, rendere esponenziale qualcosa che è lineare; quindi per una comunicazione interna efficace è necessario raggiungere tutte le persone e con le informazioni di cui hanno più bisogno, in modo personalizzato e misurandone poi l’efficacia.

Realizzare questo tramite strumenti tradizionali, quali ad esempio le e-mail, è impossibile!

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Le tue e-mail vengono ignorate: i dati lo dimostrano.

Non solo hai la chiara impressione che le e-mail che invii ai tuoi team o a tutte le tue risorse stazionino sempre nella pila “ancora da leggere”, ma stai realizzando sempre più che quei messaggi di comunicazione interna finiscono totalmente e definitivamente inosservati, ti ritrovi?! Mi spiace, ma le tue sensazioni sono proprio corrette, è così, e i dati ce lo dimostrano.

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Abbiamo potuto analizzare, con una ricerca, una popolazione numericamente molto significativa di oltre trecentomila utenti di aziende italiane, lavorando su dati di utilizzo reali di M365.

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Che cosa emerge?

Innanzitutto, ogni giorno il 28% delle mail sono totalmente ignorate, ovvero non solo non vi è alcun tipo di interazione ma non vengono proprio ne aperte ne lette. Inoltre, abbiamo rilevato come quanto maggiore è il numero dei destinatari di una comunicazione (DEM, email) tanto maggiore è la percentuale che sia ignorata.

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Vuoi aumentare l’impatto e l’efficacia delle tue comunicazioni?

Quale può essere allora una soluzione affinché i tuoi messaggi non vengano ignorati?

Grazie ad un lavoro profondo di analisi, di monitoraggio e approfondimento delle abitudini e dei comportamenti più diffusi delle persone in relazione a questo specifico bisogno, abbiamo ridisegnato e declinato una possibile, e interessante, soluzione: si tratta di una piattaforma digitale (SaaS e white-label) che permette in piena autonomia – a livello di creazione dei contenuti e di stile –  di raggiungere ogni tuo target “outside the box” (letteralmente non solo fuori dagli schemi ma anche da caselle o qualsiasi repository) con messaggi contestuali e personalizzati che non solo catturano l’attenzione ma incoraggiano (in tecnichese si parla di nudge-tech) a intraprendere azioni e attività.

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Non è fantasia o un mondo parallelo, è molto più semplice, accessibile e sostenibile: con hi platform le comunicazioni e le informazioni arrivano direttamente alle persone (senza il bisogno di alcun click o azione in più) nel momento più idoneo (lo decidi tu come editor o chi li riceve) e con un tasso di adozione (non devi infatti aprire nulla) e di risposta alle call to action che si attesta ben oltre il 50% (10 volte tanto!).

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Mi piace quando l’innovazione è social, non nel senso più comune del termine, ma inteso come impatto sociale (cioè di relazione) e con cui cambi qualcosa, in meglio, nella vita (lavorativa) delle persone. Per i comunicatori, rendendo finalmente esponenziale la diffusione del loro sforzo creativo; per i destinatari mettendoli in condizione di fare quel passo in più incontro alla conoscenza e partecipazione ad un mondo di cose belle.

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